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Il Mosaico fiorentino:
la magia delle pitture di pietra

A pochi metri dal più conosciuto museo dell'Accademia, in via Alfani 78, si trova questo piccolo ma imperdibile museo, conosciuto come il Museo dell'Opificio ed è sia museo che una delle più importanti istituzioni italiane dedicate al restauro.

Nacque alla fine del XVI secolo per volontà del Gran principe Ferdinando I che fondò la manifattura dedicata a quello che sarebbe poi stato chiamato mosaico fiorentino o commesso fiorentino, un ingegnoso mosaico dove l'immagine d'insieme nasce in realtà dall'accostamento d'innumerevoli sezioni di pietre, in modo da assicurare la perfetta coincidenza degli elementi.

Sofisticatissimi mosaici che furono sovente chiamati pittura di pietra, perché erano capaci di affrontare i diversi generi di pittura, dal ritratto al paesaggio, alla natura morta alla storia figurata, con facilità e duttilità apparente frutto di una laboriosa tecnica e maestria.

Pensate che Firenze nel '600 e nel '700, avendo ormai ceduto lo scettro di capitale artistica, affidò tutto il suo prestigio internazionale a questa incredibile tecnica e fantasiosa inventiva, delle pitture di pietra, al punto da proibirne l'insegnamento fuori dalle mura cittadine.

Qui nel museo è superbamente narrata la storia di questa arte e si avrà una narrazione cronologica, ma anche una ricostruzione dei laboratori dell'epoca con le macchine usate per intagliare e sagomare le pietre.

Questo sarà un tour che ci porterà nel Barocco fiorentino ad ammirare una tecnica che è tutt'ora esiste ed è unica a Firenze.